+39 348 9983871

L’importanza della memoria

Come raccontato nelle ultime settimane, la canzone napoletana classica rappresenta una forma di racconto della collettività, e per capire come questo mutua nel tempo è giusto sottolineare l’importanza della memoria. Non si tratta di una memoria fissata, immobile, ma una memoria condivisa, che viene tramandata attraverso la ripetizione, la voce e l’ascolto. Ogni volta che si canta una canzone dal repertorio classico, il passato torna in circolo e soprattutto torna vivo. 

La trasmissione orale della memoria rende sicuramente tutto ciò che è tramandato più flessibile e meno rigido; di conseguenza, potremmo anche dire più fragile. In realtà, però, questo permette delle variazioni nelle modalità (che siano di tempo, di ritmo o di intensità) e ciò riesce a rendere l’oggetto o il sentimento tramandato sempre attuale, indipendentemente dal tempo in cui avviene il processo. Entra quindi in moto una macchina di continuità viva, che supporta quest’eredità culturale. 

Ovviamente nel parlare di cose come l’importanza della memoria si finisce sempre a parlare di nostalgia, ma sarebbe limitatante farlo nominando solo rimpianti e malinconie. Riprendendo il concetto di Ernesto de Martino, antropologo di cui abbiamo parlato in uno dei precedenti articoli e secondo il quale il tempo è sempre ciclico e dunque destinato a tornare, possiamo dire che il tempo è raramente progressivo e spesso è fatto di ritorni e attese. Appunto per questo, la nostalgia nei testi della canzone napoletana classica altro non è che una forma di relazione, di rapporto con ciò che è lontano da noi, e soprattutto esprime dei sentimenti universali e quindi non riconducibili soltanto ad un singolo individuo, ma ad una collettività. 

Canzoni come “Era de maggio”, “Torna a Surriento” e “I’ te vurria vasà” ne sono esempi lampanti: l’amore non appartiene ad un passato concluso, ma ritorna ciclicamente tenendo sempre aperta la porta di una storia; si tratta di un ritorno non solo geografico, ma emotivo in cui tornare significa ristabilire una forma di legame e ciò rende l’approccio dell’ascoltatore non solo di forma empatica, ma totalmente immersiva. 

Nonostante non ci si limiti ad un racconto geografico, però, l’importanza della memoria passa sicuramente anche attraverso gli spazi urbani: i famosi vicoli, i famosi balconi non vengono solo descritti, ma sono veri e propri luoghi in cui queste canzoni vivono. Il posto diventa dunque memoria sonora, che resiste ai cambiamenti della città e che ci introduce ad un concetto di geografia emotiva che resiste al tempo.

Infine, va fatta una specifica importante: la memoria, nel caso della canzone, non viene spiegata ma assorbita. Questo succede perché è tramandata in contesti informali, come in famiglia, tra amici o durante qualsiasi tipo di momento di condivisione. Uno di questi potrebbe sicuramente essere una serata da Napulitanata, in questo momento unica sala stabile sul territorio dedicata alla canzone napoletana, in cui operiamo nel totale rispetto della materia conservando le atmosfere e le sensazioni e provando a restituirle ai nostri visitatori. 

di Luca Schisano

Related Posts

Leave a Comment!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »
0
preloader