
Il rito del Capodanno e della canzon
Come sappiamo, nella città di Napoli tutti gli eventi importanti si affrontano con una certa ritualità fatta di odori, immagini e melodie. Proprio su queste ci vogliamo soffermare per analizzare insieme il modo in cui viene usata la canzone napoletana classica per celebrare l’arrivo del nuovo anno. Quest’ultima ha infatti un rapporto molto profondo con l’idea del tempo che scorre, non solo perché (quella più famosa) appartiene ad un’altra epoca, ma anche perché in essa vengono custoditi ricordi e culture.
Nella cultura napoletana, ad esempio, “fare gli auguri” non è un atto astratto ma una vera e propria forma d’azione: significa esprimere un desiderio. In egual modo, anche cantare è una forma di buon auspicio, quasi una scaramanzia sonora. Pensiamo a brani come “Malafemmena” o “Marechiare”, delle matrioske emotive che contengono immagini del passato ma anche delle aspettative sul futuro.
Altra immagine tipica della tradizione del Capodanno è quella degli oggetti che vengono rotti che simboleggiano una liberazione e mettono in scena una catarsi popolare. Anche questo è qualcosa che ritroviamo nella canzone napoletana classica: la volontà di trasformare dolori e nostalgie in qualcosa con cui poter convivere. Esempi come “Voce ‘e notte” (in cui la notte fa da limbo) o “Era de maggio” (in cui maggio è una rinascita) contengono questo passaggio esattamente come la festa del nuovo anno.
Inoltre, la canzone in generale è ovviamente un collante sociale che ci permette di costruire una comunità che si riconosce nelle melodie e nelle parole. In questo senso, quella napoletana classica lo è da secoli e ci aiuta anche a risalire alle nostre origini e a fare un resoconto, tipico del passaggio da fine a inizio. Pochissime canzoni napoletane parlano del primo gennaio, eppure risultano perfette da ascoltare in quel momento perché lo descrivono: dubbi, speranze e, appunto, fine e inizio. Non è una semplice data e non è una semplice canzone, ma uno stato d’animo.
E allora non ci resta che augurarvi una buona fine e un buon inizio, da noi di Napulitanata che da sempre vediamo la canzone napoletana classica come un ponte tra più elementi, soprattutto tra passato e futuro. Non importa qual è quella che sceglierete di cantare, importa solo che lo farete perché da sempre è quello il momento più importante per noi. Tanti auguri!
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