
La Befana a Napoli e il canto popolare
Nell’immaginario popolare l’Epifania è quel momento simbolico che segna la fine del tempo delle feste e il ritorno alla quotidianità, ma riprendendo il senso della parola è anche il momento in cui “tutto si mostra”: il tempo presente che ritorna e permette a tutti di congedarsi dal Natale tra ironia e malinconia. Nella città di Napoli, ad accompagnare questo momento di passaggio, abbiamo ovviamente la canzone napoletana classica.
Come molti elementi che vengono contaminati dalla tradizione napoletana, anche l’Epifania diventa qualcosa dalla doppia anima: una sacra e una profana. La prima è ovviamente collegata ai Re Magi, al viaggio e al riconoscimento del bambino, mentre la seconda è incarnata dalla figura della Befana, legata all’infanzia, ai dolci e al carbone. Come spesso accade, nella nostra città non vengono separate queste due dimensioni, permettendo al sacro di fondersi col popolare, esattamente come riesce a fare la canzone napoletana classica.
Proprio come per il Capodanno, non esistono veri e propri brani nel repertorio della canzone napoletana classica dedicati all’Epifania, ma molti ne condividono lo spirito di collettività e di comunità, come ad esempio “Michelemmà” o “Lo guarracino” che restituiscono quella dimensione corale tipica della fine delle festività. Il canto diventa così una forma di celebrazione, seppur laica, del rito.
Inoltre, l’Epifania si porta dietro tanta nostalgia del passato, tema che seppur profondo investe sottilmente la canzone napoletana classica: antiche liriche evocano i tempi andati con rimpianto, sottolineando la fine di una parte del percorso di vita in modo da scolpirlo nella memoria. La canzone serve proprio a custodire questa memoria in modo da tenerla ferma nel tempo e sempre disponibile per quando abbiamo voglia di immergerci nei ricordi.
È anche vero che la canzone napoletana classica ha sempre rappresentato una sorta di resistenza alla fine: continua a risuonare anche dopo la chiusura del sipario, quando le luci sono ormai spente e quando togliamo il Presepe, poiché connessa alle persone e alle loro abitudini, descrivendone i particolari a chi ha voglia di ascoltare. È forse proprio in questa, la principale contraddizione rispetto all’Epifania, che noi di Napulitanata abbiamo trovato una linfa vitale nella canzone che ci permette di assimilare e poi trasmettere gran parte della nostra storia e delle nostre origini.
Di Luca Schisano
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