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“SCARPETTA E LA CANZONE NAPOLETANA”: IL VIAGGIO CONTINUA

Abbiamo già avuto modo di raccontarvi i primi giorni della mostra “Scarpetta e la canzone napoletana” che si sta tenendo presso la nostra sede a Piazza Museo 11, di come siano stati gratificanti e vissuti con molta curiosità da parte dei visitatori. Oggi, a quasi un mese di distanza, siamo fieri di poter dire che il viaggio della mostra sta continuando con altrettanto entusiasmo! 

Quello che inizialmente poteva rappresentare un timore, ovvero il fatto che la mostra fosse concentrata soprattutto sullo Scarpetta autore della canzone napoletana classica, si è rivelato invece come un punto di forza della nostra esposizione: il pubblico, infatti,  si sta dimostrando curioso di vedere e sentir parlare di un lato meno conosciuto del grande commediografo, troppo spesso dimenticato. 

Scarpetta è stato infatti tra i grandi interpreti della generazione d’oro della canzone napoletana classica, quella a cavallo tra l’800 e il 900. Sarà per il fatto che sia in quest’ultima che nel teatro convivono ironia e malinconia, o anche semplicemente perché era perfetta come sottofondo alle storie raccontate dall’autore, egli ne fece grande utilizzo fin da subito per raccontare una Napoli che ride, ma che allo stesso tempo è consapevole di tutte le contraddizioni che la caratterizzano. 

La musicalità era una caratteristica spontanea delle sue storie e dei suoi personaggi: nell’iconico Felice Sciosciammocca, ad esempio, si avverte da subito una certa armonia nel dialetto parlato; questo perché Scarpetta comprese che la forza del napoletano era soprattutto nel ritmo della voce e nel suono delle parole. Non a caso, spesso le storie si concentravano in numerosi momenti musicali e canti d’autore eseguiti dal vivo, segno che per Scarpetta teatro e canzone sono stati percepiti come un binomio dalla grande potenza narrativa. 

Con la nostra mostra quindi ci siamo posti fin da subito l’obiettivo di dare lustro a questo aspetto del pensiero scarpettiano, raccontando principalmente l’anima sonora del suo teatro fatto anche di canzone napoletana classica, di prime registrazioni fonografiche e delle strade in cui la musica sembrava nascere proprio nelle parole della gente. 

Con l’augurio di poter continuare su questa strada con la condivisione di questa storia che reputiamo fondamentale per comprendere ancora meglio le nostre radici, vi ricordiamo che l’appuntamento con la mostra “Scarpetta e la canzone napoletana” continuerà fino al 31 dicembre! 

Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Campania con la legge regionale 7/2003, ingresso libero su prenotazione presso: mostra@napulitanata.com o 3489983871

 

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