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Tenori e Canzone Napoletana: l’esperienza di Stephane Wattez

Tenori e Canzone Napoletana: l’esperienza di Stephane Wattez – Continuando a tessere di tanto in tanto la tela che ritrae l’ensemble di Napulitanata, questa settimana presentiamo Stéphane Wattez, tenore professionista e nostro importante collaboratore.

Figlio di madre napoletana e di padre francese, vive a metà tra la cultura partenopea e quella fiamminga, entrambe determinate da una forte tradizione musicale.

Muove i suoi primi passi verso la musica già da piccolissimo, dedicandosi allo studio di alcuni strumenti, quali il pianoforte, il trombone e il sassofono.

I suoi studi proseguono presso il conservatorio di Pau, dove si approccia allo studio del canto lirico.

Intraprende poi un master in Musicologia presso il Conservatorio di Bordeaux. In questi anni si dedica ad una serie di concerti da solista tra la Francia del Sud e la Spagna, presentando un repertorio vasto e multietnico. Pur conoscendo e amando la Canzone Napoletana, resta molto critico sul metodo di studio e di approccio dei cantanti lirici alla canzone, motivo per il quale aspetterà qualche anno prima di trovare la giusta compagnia con la quale dare sfogo alla sua passione.

Diverse sono le conquiste artistiche che raggiunge: ancora in fase di studio, ottiene una medaglia nella città di Pau come miglior cantante e organizza il concerto di apertura al Festival della musica Barocca di Saintes; nel corso della sua carriera, invece, collabora come solista all’ensemble Harmoniques; e poi quello dei Da Camera, Orchestre Les Passions diretto da Jean-Marc Andrieu e Ensemble Organum diretto da Macel Perez.

In seguito, diventa cantante solista à Saintes, poi in giro in Francia, a Bordeaux (Theatre du Femina), Pau…. la sua carriera lo porterà anche a cantare al Festival di Savonlina in Filandia, all’Opera national de Montpellier, Opera National de Strasburgo, Metz Nancy, Radio France.

A fronte di una brillante e ricca carriera, due sono le esperienze più importanti che gli hanno permesso di sviluppare la passione per il repertorio della Canzone Napoletana: nel 1993, infatti, partecipa a Bordeaux  all’opera il Flauto Magico della regia di Roberto de Simone, che costituisce il primo grande approccio a Napoli grazie alla scenografia tutta napoletana di Mauro Carosi; inoltre, l’esperienza presso l’Ensemble Organum, gli permette di approfondire la musica fiamminga dei trovatori e riscoprire nello studio dell’opera di  Adam de La Halle, Le jeu de Marion et Robin, una musica di impulso bestiale che rivendica parole profane e il culto di Cibele. Il tutto sembra un richiamo ad un’antica tammurriata.

È bene sottolineare che la napoletanità di Stéphan si nasconde dietro al ritmo travolgente della canzone, che fin da piccolo ascolta e vive in occasione di celebrazioni e ricorrenze della tradizione.

Una passione che è sempre esistita e con il tempo è cresciuta: durante la sua formazione musicale, infatti, ha modo di conoscere le due più grandi anime della canzone Napoletana, la musica di Sergio Bruni e Roberto Murolo.

A fronte di ciò è interessante notare come la collaborazione con Napulitanata sia stata un vero segno del destino: incuriosito dall’Associazione, se ne innamora e più volte paga il biglietto per vedere l’ensemble esibirsi e rimanere estasiato. Come una calamita, l’artista ne rimane attratto e al contempo affascinato: l’assidua frequenza lo porta a conoscere il repertorio a memoria, tale che in caso di una eccezionale sostituzione di una cantante, Stéphane si propone e si esibisce egregiamente. La sua vocalità, la delicatezza del canto e il grande sentimento sono espressione del suo bagaglio culturale, che vede coinvolti Tenori e Canzone Napoletana.

La passione celata e la sua professionalità ci hanno colpiti, ed è per questo che siamo fieri di averlo nella nostra realtà, nonché siamo felici di aver conosciuto un amico leale e sincero.

Dal canto nostro, la passione verace, la sinergia orchestrale, il dinamismo di chi ama mettersi in gioco, hanno conquistato il nostro artista, che ha ritrovato in noi parte di sé: la canzone napoletana si è sempre celata lì, in quel cassetto nascosto del cuore per venire fuori al momento più opportuno e ardere l’anima di un fuoco vivo, che divampa e che cresce sempre più.

Attualmente, in effetti, Stéphan Wattez, ha intapreso lo studio della chitarra battente, non smettendo mai di scoprire e riscoprire la Canzone Napoletana.

di Rosaria Esposito

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