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Geografia emotiva della canzone napoletana

Nella tradizione della canzone napoletana, il paesaggio occupa un ruolo centrale: mare, cielo, luce e luoghi della città non fanno semplicemente da sfondo ma diventano veri e propri simboli emotivi attraverso i quali la canzone racconta sentimenti, desideri e attese. Possiamo dunque parlare di geografia emotiva della canzone napoletana, capace di unire spazi urbani fisici ed esperienze interiori. 

Napoli infatti non è quasi mai descritta in maniera realistica, ma filtrata dalle emozioni. Il paesaggio non orienta geograficamente l’ascoltatore, ma trasmette uno stato d’animo, facendo sì che luoghi ed emozioni siano uno conseguenza dell’altro, influenzandosi a vicenda. Tra gli elementi naturali più ricorrenti troviamo il mare, che forse più di tutti porta una sensazione di libertà: in “‘O sole mio”, ad esempio, il paesaggio marino è attraversato dalla luce e dal cielo sereno, che diventano metafore di una condizione positiva; in altre canzoni invece, l’enormità fisica del mare può simboleggiare distanza.

Oltre al mare, potremmo parlare appunto della luce: sole, cielo limpido e luminosità del golfo sono elementi molto presenti nella tradizione della canzone napoletana, e che contribuiscono a creare una determinata atmosfera. Spesso, sono visti come segni di vitalità e di speranza, di fatti non è un caso che queste immagini vengano associate allo sbocciare di un sentimento amoroso. 

Inoltre, luoghi reali della città in alcuni casi diventano spazi mitici, quasi divinizzati. Quartieri, strade e piccoli borghi sono riconoscibili e facilmente associabili ad emozioni e stati d’animo. Un esempio può essere sicuramente Santa Lucia, quartiere sul mare che diventa un’immagine luminosa sospesa nel tempo; oppure Marechiaro, ormai luogo simbolo d’incontro tra natura e sentimento nell’immaginario popolare partenopeo. 

Per tutte queste ragioni, nel tempo si è arrivato a parlare di geografia emotiva della canzone napoletana, in cui l’urbano riflette le emozioni condizionandole e lasciandosi condizionare. È giusto sottolineare che grazie a questo fenomeno le immagini di Napoli diventano familiari anche a chi non è mai stato in città, poiché riconducibili, attraverso l’ascolto della canzone, a qualcosa di profondamente proprio. 

Cantare una canzone spesso significa riattivare un luogo, renderlo presente grazie alla voce. Anche noi di Napulitanata siamo fieri di poter dire di partecipare attivamente a questa tradizione, riuscendo a far risuonare l’eco della canzone napoletana classica attraverso le mura della nostra sala, ad oggi l’unica sul territorio dedicata esclusivamente alla canzone napoletana classica. 

di Luca Schisano

 

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