
Dalle pastorali natalizie alla canzone napoletana classica
C’è un universo natalizio presente nella città di Napoli che non riguarda tutto ciò che è visibile (come le luci e le decorazioni), ma tutto ciò che ascoltiamo. Le famose “nenie” e melodie che ogni anno ci accompagnano formano quasi un mondo a parte, unendosi ai riti e alle tradizioni della festa. Stiamo parlando delle “pastorali” che nacquero dunque tra le strade ancor prima che nelle chiese e che venivano usate principalmente per descrivere e trasmettere le immagini tipiche del Natale all’ascoltatore: l’arrivo dei pastori alla grotta, l’attesa della mezzanotte e quindi della nascita, i festeggiamenti.
Parliamo di un linguaggio che evoca sicuramente un mondo antico attraverso gli strumenti che si usano per suonarle, come ad esempio ciaramelle, zampogne, organetti, flauti e tamburi. Eppure questa sonorità è rimasta impressa nella gente ed ha finito per contaminare la musica prodotta dai compositori ottocenteschi e novecenteschi, diventando così un punto d’origine e influenzando le melodie venute dopo fino ad arrivare anche a quelle della canzone napoletana classica.
Le pastorali evitavano in ogni modo virtuosismi, puntando tutto sulla dolcezza e sull’intimità. Queste sono ovviamente caratteristiche che ritroviamo nella canzone napoletana classica, basti pensare ad alcuni brani di punta come “Santa Lucia” o “Te voglio bene assaje”, in cui c’è una lentezza affettuosa tipica delle nenie natalizie che li hanno preceduti storicamente.
Inoltre, all’ascolto delle pastorali in ognuno di noi rinasce ogni anno una sorta di malinconia di tempi andati (spesso non per forza vissuti) che va ad aggiungersi alla sensazione di gioia trasmessa dai brani, formando un binomio ossimorico: altra particolarità che verrà poi ripresa dalla canzone napoletana classica. Abbiamo anche la narrazione che è sicuramente un punto appartenente ad entrambe le forme artistiche, che portano in musica storie quotidiane, trasmesse attraverso uno stampo quasi teatrale.
Potremmo continuare a trovare delle congruenze ancora per molto (come ad esempio la ritualità, l’unione fra sacro e profano, l’utilizzo in altre arti come cinema e teatro), ma preferiamo invitarvi da noi di Napulitanata per constatare con l’ascolto dal vivo di brani fondamentali della canzone napoletana classica l’impatto emotivo che potrebbe ricordarvi quello delle pastorali… soprattutto in questo periodo!
Error: No connected account.
Please go to the Instagram Feed settings page to connect an account.