
VINCENZO DE CRESCENZO TRA POESIA E MUSICA
Se ne andava passeggiando distrattamente per i vicoli della Napoli antica, attirato dal profumo della carta dei vecchi libri che ogni giorno vengono venduti nelle numerose librerie di Port’Alba, alla ricerca dell’ispirazione. Le tasche della sua giacca erano colme di biglietti di carta, scatole vuote di cerini e pacchetti di sigarette, a cui affidava il compito di custodire i suoi pensieri fugaci che si sarebbero trasformati in grandi successi. Questo ritratto abbozzato del celebre poeta Vincenzo De Crescenzo ci aiuta a tracciare meglio la sua persona. Amante delle cose semplici, della cultura e della storia della sua amata Napoli.
Vincenzo nacque a Napoli, al ponte di Casanova, nel Gennaio del 1915, la sua nascita sarà registrata in ritardo a causa della guerra. Già in tenerissima età il piccolo Vincenzo subisce l’influenza della sua famiglia, in cui la passione per la musica e lo spettacolo è sempre stata fortissima: suo padre Eduardo era un imprenditore e proprietario di un bar molto popolare, che tra le varie attività faceva il “seradante”, fittava e vendeva i palchi al teatro San Ferdinando di Napoli; suo nonno Vincenzo, dal quale prese il nome, era un cantante “a ffigliola”, specializzato nel raccontare attraverso il canto le vite dei santi, improvvisando e sfidando gli altri colleghi, che grazie alla sua voce unica ottenne il titolo di “core ‘e pavone”.
La sua poesia fu portata al successo internazionale dalla canzone Luna Rossa, nata dalla collaborazione con Vian (Antonio Viscione). Il brano, scritto dopo la fine di un’intensa storia d’amore, è stato interpretato da un numero sorprendente di artisti, per citarne solo alcuni: Roberto Murolo, Sergio Bruni, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Caetano Veloso e Dean Martin.
La sua figura di poeta non va però identificata esclusivamente con Luna Rossa, dato che la sua vivace attività poetica è costellata da tanti altri successi musicali che segnarono il festival di Napoli, tra questi ricordiamo: Arri arri cavalluccio, Calamita d’oro, Bene mio, Solitudine e Malinconico Autunno, che vinse l’edizione del 1957 del festival di Napoli e lanciò Marisa Del Frate. Oltre alle canzoni vanno ricordate le numerose sceneggiate napoletane, tra cui: ’E figlie, ’A sciurara, ’O treno d’ ‘o sole, ‘O Vendicatore e Imputato Gennaro Spartivento; alle quali portò una ventata di aria fresca rinnovandone le forme e i contenuti.
Avido studioso della cultura e della storia napoletana, aveva studiato da autodidatta i classici greci e latini. La sua raccolta di poesie “Celeste” è una delle sue opere più belle, anche se molto meno conosciuta rispetto alle canzoni più famose. Proprio nella prefazione alla raccolta il critico letterario del Mattino, Mario Stefanile, scrive che il poeta: “cercava una sintassi nuova nella poesia dialettale”. De Crescenzo fu sostanzialmente un attento osservatore dei suoi tempi, dei quali fu in grado di trasporre in versi la solitudine e la perdita delle speranze del secondo dopoguerra, costretto ad affrontare una realtà amara sublimando queste sensazioni nei suoi versi.
Tra i brani più famosi del poeta vale la pena ricordare “Felicità”, composta con Nino Oliviero e interpretata da Sophia Loren che infonde la canzone della sua tipica eleganza e sensualità. L’orchestra incornicia la voce dell’attrice e ci trasporta in un’altra dimensione, in un sogno in cui regna l’infinita dolcezza delle parole d’amore di questa canzone.
Nella canzone “’A vocca ‘e Cuncettina” il tema della passione amorosa è sostenuto dal paragone tra la bocca della donna amata e le “fravole ‘e ciardino” che ne esaltano la dolcezza e intensificano il desiderio. Nell’interpretazione di Eddy Napoli (pseudonimo di Eduardo De Crescenzo, figlio dell’autore) il sentimento viene esaltato da un’esecuzione energica e dalla sua voce gioviale e incisiva che lascia trasparire perfettamente i patimenti di questo amore, nel mentre il suono tremolante del mandolino arricchisce l’atmosfera di un colore brillante.
Totalmente diverso è il tipo di amore cantato nel brano “’Nnammurate dispettuse”. Il testo è costituito interamente dal diverbio tra due innamorati, in uno scambio di battute vivace e scherzoso. La canzone arrivò al terzo posto della V edizione del festival di Napoli (la stessa edizione che vide come vincitrice Marisa Del Frate) cantata da Gloria Christian e Giacomo Rondinella, e incisa poi con il fratello di quest’ultimo Luciano; in questa versione l’orchestra accompagna il canto dei due innamorati in maniera molto discreta, come se assistesse al loro continuo “sfruculiarsi”, e contemporaneamente cercasse di creare le condizioni giuste per indurre i due dispettosi a fare la pace, i quali più volte riescono a ritrovare l’armonia, ma si ritroveranno sempre a ricominciare il litigio, intervallato da una pace effimera, della quale però riusciranno a godersi la dolcezza.
Il poeta De Crescenzo ha lasciato questo mondo il 2 Luglio del 1987, ma la sua eredità musicale continua a vivere attraverso la voce del figlio Eddy Napoli, che riproporrà altri titoli del padre insieme ai brani sopraccitati nel suo spettacolo Buon Compleanno Luna Rossa, che si terrà il 31 Ottobre 2025 al teatro Trianon Viviani; un’occasione imperdibile per ascoltare dal vivo le canzoni che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della canzone napoletana.
di Samuele Ferrante Cavallaro
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